Versione originale
Versione elaborata con I.A.
Eccomi
Io sono pronto
Fai presto a picchiarmi
Voglio tornarmene a casa
La merendina
Già te la sei presa
Di figurine ormai
Non me ne restano più
Se raccontassi a casa quello che è successo
Me l’hanno già promesso che mi daranno il resto
Allora io mi tappo il naso
Ingoio questo rospo
Apro la porta e poi
Sorrido a te, papà
Sorrido a te, mammà
Sorrido a tutta la gente che
Violentemente si approfitta di me
Ma un giorno crescerò
E tutto cambierà
Ne sono proprio convinto io
Un giorno ci riuscirò
Signor sì
Signor Caporale
I cubi son fatti male
Li dovrò rifare
Ovvio che è colpa mia
Se i cappuccini son freddi
Dovrei darmi una mossa
Per portarveli caldi
Se dicessi ai superiori quel che poi già sanno
Non cambierebbe nulla
È più sarei una, spia così mi tappa ancora il naso
Ingoio un altro rospo
Corro al piazzale e poi
Sorrido al sergente
Sorrido al generale
Sorrido a tutta la gente che impunemente sta facendomi male
Ma la naia finirà
E tutto cambierà
Ne sono proprio convinto io
Vedrai che sarà così
Ma anche nel lavoro
Le cose sono uguali
Colleghi e capi ufficio
Mi danno del coglione
Mi sono rotto il cazzo di ingoiare rospi
Prendo un respiro e poi
Fanculo a te papà
Fanculo a te mammà
Fanculo a tutta la gente che allegramente si è burlata di me
Fanculo al sergente
E anche al generale
Fanculo ai capi ufficio
Fanculo ai colleghi che ha riso di me
Fanculo pure te
Fanculo prima me
Questa è una critica decisa al bullismo in tutte le sue forme. Mette in luce che la responsabilità non ricade solo sui perpetratori, ma anche su chi ha il dovere di supervisionare e non interviene, su chi assiste passivamente come spettatore, e soprattutto sulle vittime che, tollerando tali abusi, consentono la compromissione della propria dignità personale.